Capita di ricevere la chiamata di un proprietario che ha la casa in vendita da otto mesi. Quasi mai il problema è il mercato: sono cinque dettagli, e la buona notizia è che si sistemano tutti. Ecco su cosa lavoriamo, in ordine di impatto.
Partire dal prezzo giusto
È la scelta che pesa di più. L'idea che «tanto poi si tratta» sembra prudente, ma funziona al contrario: nelle prime due settimane un annuncio nuovo viene visto da tutti quelli che stanno cercando in quella zona. Se in quel momento il prezzo è fuori mercato, quelle persone lo scartano e non torneranno più. Quando sei mesi dopo il prezzo scende al livello giusto, il pubblico buono è già passato oltre e l'annuncio si porta dietro la fama di casa che nessuno vuole.
Dare alla casa le foto che merita
Le persone decidono se venire a vedere una casa guardando lo schermo del telefono per pochi secondi. Foto scure, storte, con i panni stesi o il bagno in disordine tolgono valore percepito a un immobile che magari è ottimo. Vale la pena spendere mezza giornata per sistemare, arieggiare e fotografare con la luce giusta.
Arrivare con i documenti pronti
Visura, planimetria catastale conforme allo stato di fatto, attestato energetico, delibere condominiali recenti. Se un acquirente si innamora della casa e poi scopre che la planimetria non corrisponde, la trattativa si ferma proprio quando era il momento di chiuderla. Sistemare le difformità prima di andare sul mercato costa meno e fa risparmiare settimane.
Lasciare spazio a chi visita
Una casa vissuta si visita meglio se chi ci abita non è presente: il potenziale acquirente ha bisogno di immaginarsi dentro quelle stanze, e con il proprietario che lo segue stanza per stanza non ci riesce. Meglio lasciare la casa a chi la sta mostrando e farsi raccontare dopo com'è andata.
Rivedere la rotta dopo il primo mese
Se dopo quattro settimane le richieste sono poche, qualcosa va cambiato: le foto, il testo dell'annuncio, i portali su cui si è presenti, oppure il prezzo. Aspettare «che passi l'estate» non è una strategia, è solo tempo perso.